
Ritorno a riflettere sulla vita, su quanto il destino sia infame alle volte. Siamo sempre inconsapevoli di cosa ci riservi, ogni azione, ogni movimento, ogni cosa che facciamo potrebbe portarci in una strada diversa, catapultarci in un futuro migliore, o peggiore. Attraversiamo la strada, beviamo un bicchiere d'acqua, facciamo una semplice passo avanti o indietro ed ecco che qualcosa cambia. Perdere la vita a soli 28 anni non è normale, specialmente se tutto accade così in fretta e sembra non esserci un motivo.
Pochi giorni prima incontri una persona, la saluti e continui a camminare, non sapendo che quella sarà l'ultima volta che la rivedrai.
Sono rimasto senza fiato quando ho saputo cosa ti era successo quella notte, non lo meritavi affatto. Il fato, il destino o chi sia non importa ti ha giocato uno scherzo crudele e tu non lo meritavi, non lo meritavi proprio.
La speranza è stata la prima cosa che è sparita quando salendo le scale la sera che ci hai lasciato, iniziai a sentire le prime grida, ma la speranza ha guidato me come molte altre persone fino a qualche sera fà. Io ci credevo davvero, io ci speravo con tutto me stesso in una tua ripresa. Volevo davvero farmi altre due risate con te mentre insieme cerchiamo di montare un computer o sistemare delle righe di codice che bloccano il programma.
Ti ho sognato l'altra notte, mi fissavi in modo strano e alla fine te ne sei uscito con: “Giuca, che mi fissi??Non te li do mica i numeri!”. Mi feci una risata su, pensavo davvero che tutto avesse un lieto fine. Invece no, la speranza ha prevalso sulla mia lucidità, facendomi dimenticare quanto ho imparato dalla vita stessa: il lieto fine è una costante nelle favole, ma non nella realtà.
Ricadere all'istante con i piedi a terra, accettare quello che la vita riserva non è una cosa semplice...MAI. Io ancora non ho accettato quello che è successo e forse non lo farò mai, sento ancora la tua presenza, continuerò ad affacciarmi alla finestra e buttare un occhio verso casa tua, continuerò a tornare a casa la sera o la notte tardi e guardare sotto il gazebo se ci sei tu a studiare o cazzarare sul pc, nella speranza di incontrare di nuovo il tuo sguardo, il tuo sorriso.
La città intera si è mossa per te, molti lo hanno fatto per “far vedere” forse, ma la maggior parte sono sicuro era lì per te, eri li per darti l'ultimo saluto, era lì per batterti le mani l'ultima volta come quando eri in campo.
Trattenere le lacrime non è stato semplice, anzi non è servito proprio a nulla visto che comunque sia sono scese numerose.
Scrivo queste due righe perché come me eri appassionato di informatica e di internet, e trovo giusto che il tuo ricordo continui a vivere sulla rete delle reti. E se voglio fare questo, anche se non mi piace, facebook mi aiuta a diffondere facilmente il tuo ricordo! Fa un po' da mare nel caso del biglietto nella bottiglia e sono sicuro che questo mare ti porterà su molte isole.
Un pensiero va anche ai tuoi parenti, soprattutto a Marco e Riccardo a cui io sarò sempre vicino sia fisicamente che col pensiero, e a quel ragazzo che si è impegnato quella notte a salvarti, per farti rimanere ancora un po' con noi, grazie.
Ciao Davide, ti vogliamo bene in tanti...fai buon viaggio...
Giuca...